| E' l'unico vero castello a
qualificare la Valle di Primiero e la sua scenografia è
indimenticabile.Arroccato su di uno spuntone roccioso circondato da un
fitto bosco compete in bellezza con i contorni delle vicine Pale di San
Martino.Il perché del nome riceve una risposta immediata: un'unica
continuità tra montagna-roccia-fortificazione. Non occorsero cortine o
ponti levatoi: tutto era offerto dalla natura. Ma anche la natura se
abbandonata crolla (dal XIX sec.): infatti le rovine del castello sono da
addebitarsi maggiormente al degrado e all'erosione del cocuzzolo ospitante
(recenti restauri ad opera della Provincia Autonoma di Trento). Giunti in
cima, se non si soffre di vertigini si può con la memoria e la fantasia
ricostruirne la storia. Partendo da una leggenda locale, che lo vuole
innalzato contro l'invasione di Attila, si passa a vicende più
documentate. Feudo del vescovo di Feltre per controllare la via che
collega l'Agordino a Fiera (passo Cerèda), pone fine alla sua dimensione
militare dopo la distruzione ad opera dei Veneziani (1511). La sua nuova
esistenza, mutate le condizioni di vita e di difesa, divenne residenziale,
trasformandosi nella tranquilla dimora estiva della Famiglia Welsperg
(Palazzo Welsperg a Fiera di Primiero, XVI sec.). Nel Cinquecento è
menzionata anche la sua cappella dedicata a S. Leonardo. Poi gli incendi
fecero la loro parte, tanto che venne definitivamente trascurato, e oggi
il vero protagonista è il fascino dei suoi ruderi! |